Note · Siti web

Un sito per un’attività locale che si fa trovare in zona

Cosa serve davvero a un’officina, un negozio o uno studio per comparire su Google quando lo cercano in zona, e trasformare la visita in una telefonata. L’esempio di Officina Basso.

· 3 min di lettura

Officina Basso, homepage del sito con i pulsanti per chiamare e scrivere su WhatsApp

Chi cerca un’officina, un idraulico o un negozio raramente scrive l’indirizzo di un sito. Scrive «officina Trebaseleghe», «gommista vicino a me», oppure apre Google Maps. Il sito di un’attività locale lavora soprattutto lì: nei risultati della zona e nella scheda dell’attività. Lo abbiamo visto bene con Officina Basso, l’officina meccanica di famiglia di Trebaseleghe per cui abbiamo progettato e messo online il sito.

Prima la scheda Google, poi il sito

Per le ricerche in zona Google mostra prima di tutto le schede delle attività, con mappa, orari, recensioni e il pulsante per chiamare. Il sito deve essere collegato a quella scheda e dire le stesse cose: stesso nome, stesso indirizzo, stesso numero di telefono. Se il sito dice una cosa e la scheda un’altra, Google si fida meno di entrambi.

Nel caso di Officina Basso abbiamo controllato l’indirizzo sulla partita IVA e sul cancello dell’officina (il numero civico giusto era diverso da quello indicato sulla mappa), abbiamo suggerito la correzione sulla scheda e aggiunto il sito. Sono dettagli, ma sono quelli che fanno arrivare le persone nel posto giusto.

Il telefono è il vero sito

La maggior parte di chi cerca un’attività in zona lo fa dal telefono, spesso con fretta: la macchina non parte, serve un appuntamento. Per questo il sito di un’attività locale va progettato partendo dallo schermo piccolo:

  • Chiama e WhatsApp sempre visibili, in basso, dove arriva il pollice;
  • orari e indirizzo nella prima schermata, con il collegamento a Google Maps;
  • i servizi spiegati con parole semplici, quelle che usano i clienti («tagliando», «gomme», «convergenza»), non quelle del catalogo;
  • pagine leggere, che si aprono subito anche con poco segnale.

Le recensioni contano, anche sul sito

Le recensioni dei clienti sono il motivo per cui si sceglie un’officina invece di un’altra. Le abbiamo riportate sul sito, con il collegamento alla scheda Google per leggerle tutte: chi arriva dal sito trova la stessa fiducia che troverebbe su Maps.

Quello che Google non vede, ma conta

Ci sono parti del lavoro che nessun cliente nota e che servono a Google per capire chi sei:

  • dati strutturati: una descrizione dell’attività in un formato che Google legge da solo, con tipo di attività, indirizzo, orari, telefono e zona servita;
  • titoli e descrizioni di ogni pagina scritti per le ricerche vere, con il nome del paese;
  • sitemap e verifica del dominio in Search Console, per chiedere a Google di leggere il sito e vedere per quali ricerche compare;
  • un indirizzo unico (con o senza «www», sempre lo stesso) e il certificato di sicurezza.

Molti siti di attività locali mostrano un banner dei cookie perché caricano strumenti di statistica o pubblicità che nessuno guarda. Il sito di Officina Basso non usa cookie di profilazione né strumenti di terzi: niente banner, una pagina della privacy chiara, e una prima schermata pulita. È più rispettoso per chi visita ed è anche più veloce.

In breve

Un sito per un’attività locale non deve essere grande. Deve essere giusto: coerente con la scheda Google, comodo dal telefono, chiaro su cosa fai e dove sei, veloce. Il resto lo fanno i clienti, con le telefonate e con le recensioni.

Se hai un’attività tra Padova, Treviso e Venezia e il tuo sito non porta telefonate, raccontaci com’è oggi: partiamo da lì.